Il corteggiamento? Prostituzione mascherata

È la tesi sostenuta da un'antropologa che ha scritto un articolo per Libération. Alla base di questa ambiguità la visione imposta dalla società che paragona la donna a un oggetto di scambio.

ThinkstockPhotos-175381005Farsi sedurre a colpi di drink e cene romantiche? Quasi come prostituirsi. Fa discutere l’articolo di Libération firmato dalla scrittrice e antropologa Agnès Giard, che ha paragonato i classici riti del corteggiamento al mestiere più antico del mondo. Con una differenza: che se una prostituta, una volta pagata, farà sicuramente sesso, una donna ‘qualsiasi’ potrà sempre accettare l’offerta del corteggiatore riservandosi comunque il diritto di respingerlo.

IL BISOGNO MASCHILE DELLA SFIDA
Sarebbe proprio questo il motivo per cui gli uomini preferiscono spendere di più, senza però nessuna certezza di riuscire ad avere un rapporto sessuale, rispetto alla conclusione scontata data dalla contrattazione, più economica, con una lavoratrice del sesso. ‘Scontata‘ è la parola chiave: gli uomini trovano più affascinanti le donne che non sono sicuri di riuscire a conquistare.

SOLDI TABÙ
Agnès Giard continua il suo articolo citando le antropologhe Deschamp e Tabet. Entrambe sostengono che la differenza tra il farsi pagare per fare sesso e il farsi offrire, ad esempio, dei cocktail durante una serata in un locale, è minima. Anzi, nel secondo caso parlano addirittura di «spettro della prostituzione». L’importante è che i soldi veri e propri vengano tenuti ben nascosti e ‘trasformati’, per così dire, in altri oggetti o regali, perché il vil denaro toglie valore al gioco della seduzione.

CORTOCIRCUITO DEI SENSI
Questa sorta di paradosso sarebbe frutto di una società maschilista che vede la donna principalmente come un oggetto di scambio che, nella migliore delle ipotesi, ha come scopo principale quello di ‘sistemarsi’, quasi come se non fosse in grado di farlo da sola. E che è costretta, volente o nolente, a mostrarsi il più seducente possibile e, al contempo, non incline a cedere facilmente. Tutto in funzione del bisogno dell’uomo di soddisfare il proprio istinto di cacciatore. E, chiudendo, il suo articolo, Agnès Giard lancia la domanda-provocazione: «Chi è più puttana? La donna che vuole fare un buon bottino o quella che per scopare esige fiori, cene, diamanti e viaggi?».

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Publicato in: Coppia Argomenti: , , , , , Data: 01-10-2015 07:05 PM


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