Niente sesso, siamo robot

di Matteo Mazzuca
Qualcuno sostiene che degli androidi costruiti all'unico scopo di dare piacere potrebbero combattere la prostituzione e curare la pedofilia. Ma c'è chi si oppone: servirebbero solo a rafforzare dannosi stereotipi di abuso e sopraffazione.

46648531Sesso e robot. La suggestione, tutt’altro che recente, ha dato vita a decine di opere di finzione ambientate in un futuro più o meno lontano dove alcuni androidi vengono programmati con un unico scopo e specializzazione: dare piacere agli esseri umani. Secondo gli entusiasti e i sostenitori di questa prospettiva, lo sviluppo della robotica a fini sessuali potrebbe porre fine alla prostituzione, liberando soprattutto donne e bambini da una delle forme di schiavitù più odiose. Ma c’è chi non è d’accordo con queste tesi, tanto da aver lanciato un’iniziativa il cui nome non lascia adito a dubbi: Campaign against sex robots.

Sexy-RobotPRO-UMANI
La campagna è stata lanciata da Kathleen Richardson e Erik Brilling, due ricercatori ed esperti in etica della robotica. A differenza di quanto si può pensare, però, la coppia di studiosi non è tanto preoccupata dal calpestamento dei ‘diritti’ dei robot, come tanti film e libri ci hanno educato a pensare, quanto piuttosto dagli effetti che un’introduzione massiccia di escort robotici avrebbe sulle relazioni tra esseri umani. «Noi non stiamo facendo una campagna per proteggere i robot, ma gli esseri umani». Così Kathleen Richardson, intervistata da Wired, ha voluto spiegare meglio le motivazioni già espresse sul blog dedicato alla campagna.

ex-machina-siloLE VECCHIE ABITUDINI NON MUOIONO MAI
Secondo Richardson, una relazione umano-robot non farebbe altro che rafforzare gli stereotipi di genere imperanti e consolidare l’idea del rapporto sessuale come esercizio di potere e dominio su un altro individuo. Così come la pornografia spinge i suoi fruitori, solitamente uomini, a esigere dalle partner di tutti i giorni le stesse pratiche viste in video, così una relazione (se così si può chiamare) con un robot altererebbe, forse in maniera ancora maggiore, i rapporti tra due esseri umani. Insomma, Richardson e Brilling contestano l’atteggiamento di fondo di chi promuove i sex robot come surrogati delle prostitute reali: un ragionamento che, tra le righe, sembrerebbe giustificare una relazione di subalternità di un soggetto (che diventa quindi oggetto) nei confronti di un altro.

6ROBOT PER PEDOFILI
D’altra parte, come abbiamo già accennato, sono in molti a guardare ai sex robot sia come mezzi terapeutici, nel caso di disfunzioni sessuali, sia come rimedio ai mali della società connessi alla sfera sessuale. Dalla prostituzione, appunto, alla pedofilia: ma, se pensare a un androide dalle fattezze adulte e adibito esclusivamente al sesso può suonare, tuttalpiù, bizzarro, l’idea di un pedofilo in compagnia di un robot bambino è decisamente più disturbante.

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Publicato in: Fantasie, Manie&Ossessioni Argomenti: , , , , , , , Data: 22-09-2015 05:14 PM


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