Intimità

Quando lui fa cilecca

di Lucrezia Holly Paci
Parlarne, sdrammatizzare, stare calmi. Per uscirne senza imbarazzo.
Cogliere i primi segnali e parlare con il partner è importante per vivere l’intimità senza imbarazzo.

Cogliere i primi segnali e parlare con il partner è importante per vivere l’intimità senza imbarazzo.

Il termine è francese, ma viene mantenuto originale nelle altre lingue. Che ci affascini già, a un primo impatto? Nel suo significato letterale, «défaillance» vuol dire mancamento, momento di debolezza e cedimento ed è ormai consueto farne ricorso nel linguaggio sessuale.
Ricerche e statiche rilevano che, oggi più di ieri, le dèfaillance si accomodano nel letto delle coppie. Per questioni fisiologiche nella sessualità maschile la défaillance ha una manifestazione più evidente e determinante per vivere l’intimità. Eiaculazioni precoci, difficoltà di erezione o calo improvviso del desiderio sono sempre più frequenti, ma collegarle a fattori come il fumo o l’alcool ne giustifica solo in parte la presenza. È quindi importante fare un passo indietro per comprendere come e perché il proprio partner stia vivendo un momento di indebolimento sessuale.
Cosa può fare, allora, una donna davanti a una dèfaillance del partner? E come è meglio non reagire, per facilitarne la risoluzione?
NO AL SILENZIO O ALLE ACCUSE
Restare in silenzio è vietato. Si traduce nel togliere la parola all’altro. Può succedere per timore di una sua reazione, troppo brusca o al contrario fragile, per un blocco auto-espressivo, per il senso di vergogna (non sono all’altezza del suo desiderio). Spesso questo gesto è accompagnato dal dare le spalle: mi giro dall’altra parte del letto e non ti guardo neanche. È chiaro anche il significato simbolico: non voglio vedere il partner nelle sue debolezze. Mai incolpare e incolparsi: «Quando qualcosa non va bene, è sempre colpa di qualcuno». Questo pensiero fuorviante ci viene innestato nell’età infantile e continua poi a seguirci nel decorso degli anni. Sedersi a tavolino, assegnando colpe a se stesse o al partner ci carica di rancore e senso di frustrazione.
MEGLIO AFFRONTARE IL PROBLEMA, CON CALMA
Da evitare anche il fare finta di niente. Comportarsi come se nulla fosse accaduto. È una reazione auto-protettiva che insorge per rigetto. Il pensiero tipico è: «Se non considero la défaillance, è come se non ci fosse stata». La domanda da porsi è: se poi si ripresenta come la affronto?
Attenzione anche a proporre subito un rimando terapeutico. L’atteggiamento ansiogeno non ha alcuna efficacia risolutiva. Consigliare subito un intervento terapeutico di fronte alle prime manifestazioni di defaillance può anzi essere interpretato dal partner come un segnale di scarsa fiducia e stima nei suoi confronti.
SDRAMMATIZZARE NON SERVE
Attenzione anche a sdrammatizzare, per non dare importanza. È l’atteggiamento della donna che ci ride su perché «altrimenti non sa che fare». Usare l’elemento ironico per sminuire un momento vissuto con sensibilità dall’altro non è, però, un gesto rispettoso dell’emotività altrui. La domanda da porsi è: come mai non riesco a trattare con serietà un argomento del genere? Quali sono le mie paure? Inutile pensare di uscirne tartassando di domande. Tentare di analizzare la situazione con distacco fa sentire il partner sotto osservazione e fa sentire la donna come un’estranea alla situazione intima. È una reazione che crea lontananza, anziché stimolare l’empatia.
CAPTARE I PRIMI SEGNALI
L’ideale sarebbe fermarsi da sé, appena si percepisce un elemento di «disturbo». Senza aspettare che sia l’altro a dover interrompere dopo un po’ il rapporto e a dirci «aspetta». E’ importante captare i primi segnali quando si manifestano e far vedere al partner che si è in sintonia con lui. Evitando così di arrivare al momento limite. Alcuni segnali anticipatori sono: percepire il partner emotivamente assente; sentire che c’è fretta nel vivere il rapporto sessuale; avvertire un calo di durezza del pene… A quel punto conviene chiedere con delicatezza «che succede?». L’elemento delicatezza è fondamentale nella relazione con l’altro, soprattutto nella manifestazione di un mancamento di energia sessuale. Accogliere la situazione, facendo presente la propria premura, fa sentire il partner compreso nel suo mancamento.
DOMANI È UN ALTRO GIORNO
Una volta che una dèfaillance si è manifestata, non è detto che debba comunque continuare a permanere! Vivere la circostanza in un’ottica transitoria è una via di risalita. Senza forzatura, si può cercare con preliminari o altre forme di contatto di ristabilire l’unione fisica.
E se al partner va, si può parlarne: le manifestazioni fisiche sono l’espressione di disagi psicologici. Può allora accadere che momenti di tensione non risolti nella coppia portino a un’accelerazione del rapporto e, in alcuni casi, a una chiusura totale nel vivere l’intimità. Vivere la sessualità senza pressioni e con naturalezza ne facilita il giusto flusso, la rende spontanea e rinvigorisce l’attrazione. Trasmettere al partner questo messaggio lo aiuta a rilassarsi, scaricando le tensioni e recuperandosi dalla stanchezza. O ancora, aprendosi al dialogo.
Senza più timore che la dèfaillance, domani, si ripeta.

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