STUDIO INGLESE

Il sesso? Questione di centimetri (e chili)

di Margherita Gamba
Quelli del girovita sottile delle donne scongiurerebbero la disfunzione erettile. Anche il peso influisce. Ed è polemica.

Il peso delle donne ha un ruolo determinante nella sessualità maschile, secondo un recente studio inglese.

Anni di battaglie. Campagne pubblicitarie a favore di modelli positivi da seguire. Modelle curvy. E ora il vitino da vespa torna prepotentemente alla ribalta. Persino in camera da letto. La bilancia ci perseguita anche sotto le lenzuola. Deprimente? Sì. Gli autori di uno studio pubblicato su Archives of Sexual Behavior sono giunti a una conclusione piuttosto controversa: gli uomini sono più bravi a letto con le donne magre (la ricerca ha coinvolto 699 uomini e 715 donne tra i 35 e i 75 anni).
LA VITA SOTTILE ALLONTANA LA DISFUNZIONE ERETTILE
Valutando l’associazione fra l’età e la circonferenza alla vita delle donne e la frequenza dei rapporti, la presenza di problemi di erezione e la soddisfazione sessuale, è stato scoperto che tanto più le donne hanno una vita sottile, tanto più il loro partner si dichiara sessualmente soddisfatto e tanto meno corre il rischio di soffrire di disfunzione erettile. Non solo, le donne con il cosiddetto “vitino da vespa” sono considerate più attraenti indipendentemente dall’età di entrambi i partner. Secondo Stuart Brody, psicologo dell’University of West Scotland (Regno Unito) e primo autore dello studio, questi risultati hanno due possibili giustificazioni.
IL GRASSO INFLUENZA I LIVELLI ORMONALI
Da un lato il grasso addominale potrebbe influenzare i livelli ormonali riducendo il desiderio nelle stesse donne. Dall’altro, l’autore ammette che «la spiegazione più convincente è che per gli uomini le donne più magre siano, in media, più attraenti dal punto di vista sessuale». Questa giustificazione avrebbe delle solide basi nei meccanismi dell’evoluzione. Infatti, come ha spiegato Brody, «l’accumulo di grasso corporeo in eccesso, soprattutto a livello addominale, è associato ad un alto rischio di malattie metaboliche, cardiovascolari e neoplastiche che potrebbe tradursi in un minor potenziale riproduttivo e, quindi, in una minore desiderabilità come partner sessuale».
A DIETA PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE
Gli uomini non devono, però, sentirsi al riparo da questa pressione evolutiva. I ricercatori (per fortuna) hanno infatti rilevato che la soddisfazione sessuale di un uomo si riduce anche in proporzione all’aumento della sua circonferenza vita.  Una “magra” consolazione per le donne, ancora una volta sotto la lente di ingrandimento per questioni fisiche, di curve per la precisione. Ma sarà vero che per garantire la sopravvivenza della specie dovremo metterci tutti a stecchetto?

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Publicato in: Coppia Argomenti: , Data: 31-01-2013 12:52 PM


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