SOCIETÀ

Nord Italia, più unioni civili e meno nozze

di Francesca Amé
Un dato storico: la funzione in municipio sorpassa il matrimonio. L'opinione della sociologa Danna.
Secondo i dati Istat, il matrimonio civile prevale infatti con il 51,7% rispetto al 48,3% di quelli celebrati in chiesa.

Secondo i dati Istat, il matrimonio civile prevale infatti con il 51,7% rispetto al 48,3% di quelli celebrati in chiesa.

Il sorpasso è storico: per la prima volta in Italia, il matrimonio religioso è stato superato, nelle regioni del Nord, dalle unioni civili. Stando ai recenti dati Istat, il matrimonio civile prevale infatti con il 51,7% rispetto al 48,3% di quelli celebrati in chiesa. Il Vaticano, per bocca di Monsignor Rino Fisichella, ha bollato la notizia come un «campanello d’allarme»; mentre gli analisti concordano sul fatto che il cambiamento non è solo formale, ma anche culturale. Ne abbiamo parlato con Daniela Danna, sociologa, ricercatrice all’Università degli Studi di Milano.
DOMANDA: È finito il sogno dell’abito bianco?
RISPOSTA: «Accolgo con stupore ma anche grande piacere i dati Istat. Direi tuttavia che da tempo il matrimonio religioso si era svuotato del suo significato».
D: In che senso?
R: «Molte persone che si sono sposate in chiesa lo hanno fatto per accontentare i genitori o per rispondere a delle aspettative esterne: direi che da tempo si registra una perdita del significato soggettivo di questa cerimonia, e quindi anche del sogno dell’abito bianco e di tutto il contorno».
D: Perché?
R: «Gran parte del distacco dalla tradizione lo si deve all’atteggiamento della gerarchia ecclesiastica che si dimostra troppo lontana rispetto ai cambiamenti della vita quotidiana. Penso in particolare alla rigidità nei confronti dei divorziati».
D: Altro?
R: «Penso, nel matrimonio religioso, anche all’insistenza sul tema del sacrificio, quasi sempre declinato al femminile. L’unione civile appare, ai giovani sposi di oggi, più paritaria, almeno nei principi sulla carta».
D: Oggi anche le donne preferiscono un approccio più laico alle relazioni?
R: «Direi di sì».
D: Perché le coppie scelgono comunque di formalizzare il loro rapporto, anche solo in Comune?
R: «Sono innegabili alcuni vantaggi, specie in caso di rottura e specie in presenza di figli. Anche se mi pare che oggi questo approccio utilitaristico e pratico al matrimonio civile non sia molto sentito dalle giovani coppie».
D: Il sorpasso, al Nord, del matrimonio civile su quello religioso ha un significato culturale?
R: «Direi di sì: una visione più laica della maggior parte della popolazione fa ben sperare a una maggiore attenzione, in futuro, al riconoscimento delle unioni delle persone dello stesso sesso».

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Publicato in: Coppia Argomenti: , , Data: 24-12-2012 01:41 PM


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