COPPIA

Caro, stanotte sono in sciopero

di Nadine Solano
Da protesta sociale a ricatto domestico. Ma l'astinenza è un'arma che fa male. Alla coppia.
Rifiutarsi di fare sesso per ricatto rischia di compromettere il legame.

Rifiutarsi di fare sesso per ricatto rischia di compromettere il legame.

Sciopero del sesso di una settimana. Questa la proposta fatta a fine agosto alle donne togolesi da Isabelle Ameganvi, una delle leader del gruppo di opposizione Let’s Save Togo, per chiedere le dimissioni del presidente Faure Gnassingbe.
UN’ARMA “STORICA”
Gran parte della popolazione, da mesi, è schierata contro il governo e invoca la riforma della legge elettorale. La Ameganvi, con quest’idea, ha voluto giocare una carta forte. Lo sciopero del sesso è un’arma “storica” delle donne: fu utilizzata anche dalle esponenti del movimento pacifista Women of Liberia mass action for peace nel 2003, che l’accompagnarono a numerose manifestazioni ed ebbero un ruolo importante nella fine della guerra civile. E fa uno strano effetto pensare che intorno a uno sciopero del sesso ruoti Lisitrata, celebre commedia scritta da Aristofane nel 400 a.C., dove l’obiettivo delle protagoniste era costringere i loro uomini a placare la guerra del Peloponneso, tornando così a dedicarsi alle famiglie.
FUNZIONE DOMESTICA
Lo sciopero del sesso esiste ancora oggi. Ma, a parte eccezioni come quella del Togo, ha perso la sua originaria “funzione sociale” ed è entrato a gamba tesa fra le pareti domestiche. Ricatto e punizione nella geometria di coppia: sono queste, adesso, le cause scatenanti. E un esempio celebre arriva dall’ex Spice Girl Victoria Beckahm che, secondo quanto raccontato dalla stampa statunitense, nel 2009 decise di mettere a stecchetto il povero David perché lui aveva osato rifiutarsi di comprarle una nave da crociera di lusso.
UN GRANDISSIMO ERRORE
Dai vip ai comuni mortali, lo sciopero del sesso appare come una presenza sempre più assidua. Un rimedio, una soluzione, il modo migliore per ottenere velocemente qualcosa dal proprio partner? No. Un grande, grandissimo errore: «Le donne», spiega la psicoterapeuta e sessuologa Sara Eba Di Vaio, «non capiscono che, su questa strada, sono anche loro a rimetterci. E non soltanto gli uomini. Pensano a punire e ricattare il compagno, ma in realtà stanno punendo anche se stesse senza rendersene conto».
PIACERE “DONANTE”
Ciò accade perché la sessualità femminile si basa su un piacere che è “più donante verso l’altro”, non parte dal soggetto ma dall’oggetto: «Alle mie pazienti», continua la Dottoressa, «chiedo ‘cosa stai vincendo?’, cercando di far capire loro che è molto più logico e naturale rifiutarsi, per esempio, di stirare le camicie. Il cosiddetto sciopero del sesso è un meccanismo sbagliato che finisce per ritorcersi contro. Il sesso dev’essere mosso dal piacere di entrambi».
LEGAME IN PERICOLO
La minaccia di astinenza può anche mettere in serio pericolo il legame: «La relazione sessuale si sporca», avverte l’esperta, «con tutte le conseguenze del caso. È il modo peggiore di trattare un maschio, i rapporti intimi non devono essere caricati di elementi estranei al piacere». Invece accade, e anche troppo spesso. Il piacere lascia spazio a dinamiche di potere dannose; dinanzi a una donna che nega il sesso c’è il rischio che l’altro «si chiuda e sviluppi forme di aggressività passiva». Cosa vuole dire? Che, sia pur inconsciamente, rilancia. Si vendica. E sorgono problemi come la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce: «La seconda è più frequente, perché è come se l’uomo decidesse di viversi il suo piacere ignorando quello della compagna. Che, a sua volta, l’ha ricattato». Dinanzi a una quadro simile, in effetti, non è meglio fare lo sciopero del ferro da stiro?

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Publicato in: Coppia Argomenti: Data: 10-10-2012 06:49 PM


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