SALUTE & PIACERE

Sex toy, ritorno alle origini

di Cristina Piotti
Non solo strumento di piacere. Il vibratore è usato anche a scopo curativo. Come nel film "Histeria".
La locandina del film Hysteria

La locandina del film Hysteria, di Tanya Wexler.

Era nato per scopo terapuetico, per automatizzare le lunghe pratiche di massaggio manuale. Come illustrato nel film Histeria, di Tanya Wexler. Negli ultimi 50 anni ha vissuto un vero e proprio boom commerciale. Ma il vibratore non può più (solo) essere considerato un oggetto del piacere sessuale femminile fine a se stesso. In qualche caso, l’uso è curativo. Come alle origini.
IL PIACERE CHE CURA
A dichiararlo, un ampio studio condotto su un campione di 3.800 donne, di età compresa tra i 18 e i 68 anni, coordinato dalla dottoressa Debra Herbenick del Centro per la Promozione della Salute Sessuale dell’Indiana University, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Sexual Medicine.
Analizzando le risposte al sondaggio si è visto che tra gli effetti positivi degli impulsi, oltre ad aumentare l’eccitazione, contrastano la latenza dell’orgasmo nelle donne. Aiutano quindi le donne affette anorgasmia, e in generale da disturbi del desiderio sessuale, e persino in caso di problemi secondari dovuti ai trattamenti contro il cancro.
UNA SESSUALITÀ PIÙ GIOVANE
Non solo, secondo Herbenick, le donne che fanno uso del “giocattolo” hanno una sessualità di media più giovane di una anno rispetto alle altre. La famosa paperella dell’amore è la soluzione di tutti i problemi sotto le lenzuola? «Non è proprio così», ha risposto Chiara Simonelli, docente di psicologia dello sviluppo sessuale alla Sapienza di Roma. Che ha aggiunto: «Di sicuro quando si fa uso di uno strumento come il vibratore, si ha una migliore tonicità muscolare, una capacità aumentata di orgasmo e una maggior irrorazione sanguigna. Per sessualità più giovane probabilmente si intende il fatto che, grazie a questi fattori, si riesce a procrastinare l’esordio di problemi come l’incontinenza urinale».
MENO IMBARAZZATE DAL MEDICO
Niente ringiovanimento per quanto riguarda le acrobazie notturne, ma tra le conseguenze positive, secondo lo studio, ci sono lubrificazione e maggiore propensione a farsi visitare dal ginecologo regolarmente. Al di là di questo, però, nonostante il beneficio per alcune patologie sia provato ,non si può parlare di soluzione a tutti mali: «Gli statunitensi sono stati tra i primi a studiare l’uso clinico del vibratore e molti manuali americani sono arrivati a suggerirne l’uso in terapia, che ora è prassi anche da noi», ha spiegato Simonelli. «Però negli Usa l’approccio è più pragmatico, le indicazioni sono spesso perentorie e l’approccio diverso. Anche nella manualistica italiana si parla dell’uso del vibratore per la cura di queste patologie. Ma dopo un percorso graduale e personale».
MA L’USO È TROPPO SPESSO GIOCOSO
In altre parole, mettere in mano un vibratore ad una donna che ha problemi di orgasmo non è sempre la scelta migliore, sono molti i fattori da considerare. Uno di questi è quello che, in Italia, tra allusioni e regali tra amiche, l’uso è soprattutto giocoso: «Rispetto a chi soffre di problemi d’orgasmo, dalla anorgasmia a complicazioni legate ad una terapia anticancro, si cerca di proporre soluzioni personali. Che possono anche prevedere l’uso di un sex-toy, ma non da subito. Prima si inizia con il guardarsi allo specchio, con l’autoesplorazione. Senza contare che va sempre presa in considerazione la persona che si ha davanti: se è single o se non lo è, se è sufficientemente aperta o meno. Le eventualità sono tante e il vibratore è uno strumento ormai vecchio», ha ricordato Simonelli.
PRIMA BISOGNA CONOSCERSI

Sempre più donne in Italia fanno uso del vibratore.

Sempre più donne in Italia fanno uso del vibratore.

Il percorso per affrontare la difficoltà nel raggiungere quella sensazione di felicità e di appagamento che caratterizza l’esperienza sessuale femminile va per gradi: «Si fa in modo che la persona identifichi meglio i punti più sensibili del suo corpo: la quantità di eccitazione di una donna è variabile e può dipendere dalla mancanza di riconoscimento dei modi e dei luoghi, siano essi il clitoride o altri “luoghi” di piacere. Che si possono scoprire con il vibratore o con le proprie mani». Approccio quello dell’autoerotismo che, ha spiegato Simonelli, rappresenta un passaggio che dovrebbe già insorgere prima dell’età adulta: «Durante pubertà e adolescenza di solito si scopre l’orgasmo. Se ciò non avviene, ci si ritrova, da adulti, ad avere un rapporto distante con i propri genitali».
Se in caso di problemi d’orgasmo è sempre meglio affidarsi ad un sessuologo (il quale deciderà se e quando la paziente potrà farsi aiutare da un vibratore) via libera, se così piace, all’uso del sex toys, portatore dei benefici descritti.
IN AUMENTO ANCHE IN ITALIA
Ma l’Italia deve fare ancora i conti con stereotipi e pregiudizi: «Basta tornare a qualche anno fa, quando è montata la polemica sulla possibilità o meno di far entrare i vibratori in farmacia, magari a fianco all’espositore dei profilattici», ha ricordato ancora Chiara Simonelli. In quel caso, accanto a chi ha accolto bene la proposta, c’è stato chi ha parlato di “porno-farmacie”. «Chiusure mentali ce ne sono, ma il numero di donne che si avvantaggiano di questo strumento è in crescita. Con tutte le variabili possibili: lo usano le single di ritorno, che escono da una lunga relazione e non vogliono buttarsi nel primo letto. E poi le coppie, o chi è da sola. L’importante è farne buon uso».
Qualche consiglio? «Rischi materiali non ce ne sono, altrimenti non sarebbero commercializzati. Basta ricordarsi che sono oggetti che non si prestano. E dopo l’uso, lavarli con detergente intimo». Più semplice di così.

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